REFERENDUM LEGGE 40/2004: MLAC, AC MARCHE E CESENA. ASTENERSI È LA SCELTA "PIÙ EFFICACE PER PORTARE AVANTI LE RAGIONI DELLA VITA"

"Difendere, oggi e sempre, la dignità della vita umana, in ogni fase del suo sviluppo, come elemento distintivo e fondante la costruzione di una giustizia sociale a misura di uomo". Con questa motivazione, resa nota da don Giorgio Bezze, assistente nazionale e Cristiano Nervegna, segretario nazionale, anche il Movimento lavoratori di Azione cattolica (Mlac) entra nel dibattito sul referendum per la legge 40/2004. Per l’astensione è anche la delegazione delle Marche dell’Azione cattolica che approva la scelta di non votare. "Dei referendum sulla procreazione assistita il nostro Paese non aveva bisogno – si legge in una nota della delegazione – perché non è bene affidare ad un ‘sì’ o a un ‘no’ referendario decisioni in ordine alla vita umana e alla possibilità di intervenire su di essa. Che la ricerca sugli embrioni umani possa produrre risultati importanti è al momento più un mito propagandistico che un’evidenza scientifica. Occorrerà vigilare che i forti interessi che spingono per accantonare ogni limite etico alla ricerca ed appropriarsi dei codici genetici della nostra specie non finiscano per ledere i diritti di libertà e uguaglianza tra gli uomini a fini di profitto". Dello stesso avviso anche l’Ac della diocesi di Cesena-Sarsina per la quale "la ricerca deve essere ‘per’ la persona e non ‘sulla’ persona umana. Considerato che al referendum si può partecipare anche non votando, come prevede la Costituzione, riteniamo che questa scelta sia quella più efficace per portare avanti le ragioni della vita".” ” ” “