REFERENDUM LEGGE 40/2004: MURA (FILOSOFO), “NESSUNO PUÒ ARROGARSI IL DIRITTO DI ELIMINARE UN ALTRO ESSERE UMANO”

“Nessuna comunità umana può arrogarsi il diritto di eliminare quegli individui umani non ancora capaci, o non più capaci, di intessere relazioni personali e sociali”. Lo ha detto Gaspare Mura, ordinario di filosofia alla Pontificia Università Urbaniana e docente di ermeneutica presso la Pontificia Università Lateranense, intervenendo oggi ad un incontro su “Il malato come ‘persona’: filosofie a confronto”, promosso dall’Università Cattolica di Roma. Pur non riferendosi direttamente al dibattito sulla legge 40 e agli imminenti appuntamenti referendari, il filosofo ha sottolineato che “la libertà della persona non è mai libertà totale, ma libertà morale”, che “si esercita proprio nelle situazioni-limite, come quelle della nascita e della morte, dell’uso della corporeità, del rapporto uomo-ambiente, della malattia: tutte situazioni non scelte dall’uomo ma a lui date come situazioni in cui esercitare la propria libertà”. No, dunque, ad una “libertà totale”, sì invece da una “libertà morale” che parte “dall’accettazione del limite ontologico, prima obbligazione della libertà. La libertà totale è disumana, e porta al determinismo assoluto, all’arbitrio del capriccio, dello spontaneismo, dell’abbandono alla pura causalità dell’esistenza. L’autentica libertà – ha ricordato Mura ripercorrendo la “storia” del personalismo cristiano e tracciando un panorama della situazione culturale attuale – parte invece dal rispetto della dignità inalienabile della persona per progettare la propria libertà sulla base di quei valori morali che ne fanno una libertà umana”.