REFERENDUM LEGGE 40/2004: I PRESIDI DELLE CINQUE FACOLTÀ DI MEDICINA DI ROMA: "ABBASSARE I TONI DA CROCIATA, SCEGLIERE IL NON VOTO"

"I toni da crociata, nell’uno e nell’altro versante, stanno snaturando il dibattito sui temi del referendum del 12 giugno": lo affermano i presidi delle cinque facoltà di medicina e chirurgia delle università di Roma con un resa nota oggi.
Nell’intento di precisare la loro posizione come "educatori dei futuri medici, infermieri, tecnici delle professioni sanitarie" i cinque presidi intervengono per ribadire, tra l’altro, che contro la malattie degenerative "gli unici risultati positivi si sono avuti utilizzando cellule staminali adulte o cellule staminali da sangue di cordone ombelicale".
I presidi, dopo essersi soffermati su diverse questioni scientifiche, affermano che è necessario "fermare certi avventurieri della fecondazione" ed opporsi "all’utilitarismo etico" che  porta a "una deriva precisa, che noi rifiutiamo, di vantaggio del ricco sul povero, del più forte sul debole, del più colto sul meno istruito, del nord sul sud".
Nel concludere la nota i cinque presidi dichiarano di astenersi dal voto per "contribuire a riaprire lo spazio di ricerca di soluzioni legislative di garanzia per la vita nascente e per la donna, per le prospettive di ricerca e per la tutela della salute della generalità dei cittadini, con un dibattito da ricondurre in sede naturale, cioè nel Parlamento, tutti insieme, senza pregiudizi e steccati".