Una sede di corrispondenza Rai dall’Africa quale "segno di interesse stabile ai problemi e al cammino di un intero continente": è la richiesta della Tavola della Pace e del Coordinamento Enti locali per la pace, delle riviste "Missione Oggi", "Nigrizia", "Mosaico di pace" e il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico Usigrai, che rinnova oggi una proposta già espressa durante la manifestazione Italia-Africa che si è svolta nei giorni scorsi a Roma. "Attualmente la Rai non ha alcuna presenza organizzata a sud del Cairo fanno notare -. Anche da questa ragione deriva l’attenzione del tutto episodica ai drammi, ai conflitti, alle trasformazioni in corso. Ma il servizio pubblico non può permettersi di continuare a chiudere gli occhi e di concorrere ad alimentare lo squilibrio anche informativo fra Nord e Sud del mondo". La conferma viene dalla drammatica cronaca di ogni giorno. Un missionario in Costa d’Avorio racconta all’agenzia Fides di aver assistito a scene terribili: "Ho visto almeno 41 poveri corpi abbandonati nel centro della strada senza nessuno che si curi di seppellirli" ha detto il missionario da Duékoué, ad ovest del Paese". Un gruppo armato ha infatti attaccato i civili di due piccoli villaggi nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, uccidendo e dando fuoco alle case. Nella zona è in corso un conflitto dovuto al controllo delle terre tra autoctoni dell’etnia Guéré e i Dioula provenienti dal Nord della Costa d’Avorio e dal Burkina Faso. Una zona sorvegliata da 6 mila soldati della forza di pace delle Nazioni Unite, "che però non è stata in grado di prevenire gli attacchi", ha aggiunto il missionario: "Nella nostra missione abbiamo accolto oltre 12 mila persone che si sono rifugiate in cerca di protezione. Abbiamo fatto appello al Programma alimentare mondiale e alla Croce Rossa ma stiamo ancora aspettando i primi soccorsi".