” ““Preso in sé il ‘no’ francese alla Costituzione non dovrebbe rappresentare un ostacolo per i nuovi ampliamenti dell’Unione. Ma se la crisi si dovesse allargare, allora anche noi romeni avremmo da temere”. L’esito negativo del voto in Francia di domenica 29 maggio getta un’ombra sul futuro dell’integrazione continentale e nell’Est europeo si guarda ora con apprensione al referendum di oggi in Olanda. Da Bucarest, Stefan Delureanu, storico, da anni impegnato nel suo Paese in campo sociale e culturale, spiega al Sir le preoccupazioni suscitate dai problemi sorti nell’iter di ratifica del Trattato costituzionale: “Se si comincia a mettere in discussione la complessa architettura europea, sorgerebbero ostacoli per l’adesione di quelle nazioni che pure hanno già avuto l’impegno di Bruxelles per l’ingresso nell’Ue il 1° gennaio 2007”. Oltre la Romania, anche la Bulgaria si troverebbe nella stessa situazione. “Ancora più difficili risulterebbero i rapporti con gli altri Paesi candidati”, ossia Croazia e Turchia. Delureanu aggiunge: “Il nostro governo è attualmente impegnato nel realizzare quelle riforme necessarie per ammodernare la Romania, così da rispettare i criteri di adesione. Ma molto resta da fare in campo economico e sociale. E poi occorre risolvere il grave problema della corruzione, che mina soprattutto l’amministrazione della giustizia”.