” “E’ iniziato così il racconto di Evelina Mezzaroma, fondatrice del Movimento Jean Vanier, durante la conferenza stampa di presentazione del Comitato “Scienza e Vita per le donne – una astensione per il dialogo”. “Se tornassi indietro, e aspettassi un figlio con problemi, lo aspetterei di nuovo”, è il riassunto della sua testimonianza. Evelina ha quattro figli, i primi due sono nati con handicap gravissimi; il suo primogenito ha oggi 33 anni, non parla, ha bisogno di un’assistenza totale. Francesca, la sua secondogenita, è nata con un problema genetico recessivo, “l’ho persa a quattro anni, dopo 11 interventi, era quasi riuscita a camminare”. “Dopo queste due prime gravidanze – ha raccontato Evelina – non ero più la stessa. Ho imparato la pazienza, la gioia quella vera, la fede, la solidarietà. Ho imparato ad aiutare gli altri che avevano bisogno come me. Ho altri due figli: la più piccola, che fa l’ultimo anno del liceo classico, è una ragazza davvero speciale: è cresciuta in una famiglia felice. Anche se deve fare i conti con i pregiudizi di chi dall’esterno ci guarda perplessi”. Il 23 dicembre è la data in cui Francesca “è tornata in Paradiso. Quando è nata – ricorda Evelina – non me la volevano fare vedere. Ero sulla sedia a rotelle, mi sono alzata e sono andata al nido…Dopo l’ultima operazione, quattro anni dopo, ho detto al Signore: ‘Se me la togli, non vado più in chiesa’. Me l’ha tolta, e io ho avuto più fede di prima: perché quando diventiamo genitori, i figli non sono nostri, ce l’abbiamo solo in affido”.