"Cristo incarnato e umiliato nella morte più infame, quella della crocifissione, è proposto come un modello vitale per il cristiano. Questi, infatti, deve avere ‘gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù’, sentimenti di umiltà e di donazione, di distacco e di generosità": è uno dei passaggi iniziali della catechesi odierna di Benedetto XVI, proposta all’udienza generale in piazza S. Pietro, presenti numerosi fedeli e pellegrini. Il Papa ha proseguito la sua meditazione sulla figura di Cristo, ricordando che "Egli, certo, possiede la natura divina con tutte le sue prerogative. Ma questa realtà trascendente non è interpretata e vissuta all’insegna del potere, della grandezza, del dominio. Cristo non usa il suo essere pari a Dio, la sua dignità gloriosa e la sua potenza come strumento di trionfo, segno di distanza, espressione di schiacciante supremazia. Anzi, – nota Benedetto XVI – egli ‘spogliò’, svuotò se stesso, immergendosi senza riserve nella misera e debole condizione umana. La ‘forma’ (morphe) divina si nasconde in Cristo sotto la ‘forma’ (morphe) umana, ossia sotto la nostra realtà segnata dalla sofferenza, dalla povertà, dal limite e dalla morte".