” ““Stiamo scontando un tardivo ravvedimento da parte di chi governa il calcio che si è reso conto che siamo sull’orlo di un baratro”: lo dice al Sir il presidente nazionale dell’Unione Sportiva Acli, Alfredo Cucciniello, con riferimento ai fatti più recenti – le esclusioni di Torino e Messina dalla serie A e di Perugia e Salernitata dalla B -. “Le esclusioni anche eccellenti che si stanno verificando da qualche anno – prosegue Cucciniello – vengono fuori da una politica dissennata che, contrariamente a quanto avviene nella società, dove chi fallisce nella gestione di una impresa ha grosse ripercussioni anche personali, nel calcio italiano da 25 anni in qua vedeva premiato soprattutto chi spendeva male”. A parere di Cucciniello, “l’ingresso in campo di grandi network televisivi ha ucciso il calcio, mettendo in secondo piano i tifosi che sono invece la vera anima del calcio stesso”. Oltre a deplorare i fenomeni di violenza negli stadi, Cucciniello propone di “mettere un tetto agli ingaggi, perché non tutte le città possono costruire sinergie tra imprenditori e media per sostenere una squadra”. “Lo sport conclude il presidente dell’US Acli – è soprattutto un gioco e nel momento in cui perde le dimensioni del gioco diventa un’altra cosa. Vorrei che le giovani generazioni vivessero lo sport per stare con gli altri, per rispettare le regole, per inserirsi meglio da cittadini nella società”.