IMMIGRAZIONE: CARITAS DI PERUGIA, NO AI CPT SÌ A UNA LEGGE SERIA SULL’ASILO POLITICO

I Cpt (Centri di permanenza temporanei) sarebbero "inutili" e quindi è auspicabile la loro chiusura. E’ quanto affermato dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve in una nota diffusa oggi alla stampa dal titolo “Una ‘ferocia inutile’". La Caritas perugina ha una esperienza di lungo tempo nell’accoglienza di cittadini immigrati. La città è infatti centro universitario e, inoltre, diverse centinaia di persone ogni anno si rivolgono al "Centro di ascolto" della stessa Caritas. Secondo Stella Cerasa, responsabile della struttura Caritas, i centri "stanno mostrando la loro inutilità", a causa delle ultime novità della legge "Bossi-Fini", col raddoppio a 60 giorni del tempo necessario per identificare i clandestini prima dell’espulsione. Il risultato di questa normativa è quasi sempre che "i clandestini, a fronte di una mancata identificazione, vengono rilasciati". Di conseguenza, secondo la Caritas "con questo sistema si chiudono le porte all’immigrazione regolare e si spalancano quelle dell’immigrazione clandestina". La Caritas umbra chiede invece una "legge seria sull’asilo politico e sulle modalità di accesso in Italia ogni anno, ad esempio aumentando le quote dei lavoratori stranieri".