“Lo Stato democratico è ‘laico’ per la sua non identificazione con qualsivoglia ‘visione dl mondo’, ma non è affatto neutrale nei confronti dei valori” che “stanno a fondamento della stessa convivenza democratica”; soprattutto “non può essere indifferente ai valori della tradizione nazionale cui fa storicamente riferimento”. E’ l’opinione espressa dal patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, durante l’omelia (www.genteveneta.it) tenuta ieri sera in occasione della messa celebrata per la festa del Santissimo Redentore nella basilica omonima della città lagunare. “Una tale laicità – ha proseguito il patriarca nella consueta riflessione che ogni anno, in occasione della festa del Redentore, offre ai fedeli e alle autorità presenti in basilica e che ha costituito lo spunto del confronto tra diverse idee svoltosi questa mattina sull’emittente radiofonica diocesana Gvradio Inblu – domanda agli organi statuali l’esercizio equo dei poteri di garanzia tesi a perseguire instancabilmente il ‘compromesso nobile’, cuore dell’azione politica, che ha nel popolo il suo arbitro insindacabile e mai surrogabile da alcuna auctoritas che si pretenda interprete avanguardistica dei bisogni della gente”. Lo Stato, quindi, “protegge il libero dibattito delle idee e delle proposte legislative, ma non è indifferente al risultato del confronto”.