"La prospettiva del federalismo è accettabile per il Mezzogiorno e quindi per l’intero paese solo se venga legata all’opzione che la ‘lotta contro il permanere del dualismo’ nord-sud venga assunta come primario interesse nazionale, e sia finalizzata ad una prospettiva di tutela dei diritti di cittadinanza sociali e civili da riconoscere a tutti gli italiani": lo ha detto questa mattina Nino Novacco, presidente dello Svimez (Associazione per lo sviluppo del’industria nel Mezzogiorno), in occasione della presentazione del "Rapporto 2005 sull’economia del Mezzogiorno", svolta a Roma presso la sede dell’Abi. I dati salienti del "rapporto" evidenziano che il sud Italia si colloca al 18° posto nella graduatoria del Pil pro-capite, al di sotto di Grecia, Cipro e Slovenia, ma è addirittura ultimo per tasso di attività (16% in meno della media europea). Uno dei dati più pesanti è la disoccupazione (15%), superato solo da Polonia e Repubblica Slovacca. Secondo Novacco occorre quindi correggere la stortura della diminuzione drastica di aiuti da parte della Unione Europea, per il fatto che l’Italia mediamente registra che anche le sue regioni povere sono "quasi ricche" (il Pil al 75% delle media comunitaria esclude dagli aiuti). Il presidente dello Svimez ha anche lanciato una "provocazione": "Per non isolare del tutto il Mezzogiorno occorrerebbe collegare fisicamente, con un tunnel sotto il Canale di Sicilia, il Nord-Africa e l’Italia, creando un ‘corridoio da Berlino fino alla Tunisia. Questo favorirebbe uno slancio generalizzato del nostro Paese".