” “”Dietro l’apparente tolleranza del sistema dei media” si cela “una tolleranza senza verità, senza riferimenti a una radice di senso”; una “passiva rassegnazione che finge valori, mentre nasconde il nichilismo”. Ad affermarlo Piermarco Aroldi, docente di sociologia della comunicazione e dei media presso l’Università Cattolica (Uc) del Sacro Cuore. Nel numero in distribuzione di “Dialoghi” (dialoghi@azionecattolica.it), rivista trimestrale promossa dall’Azione Cattolica, dedicato al tema della laicità, Aroldi affronta il rapporto tra media, laicità e modernità. I media “rappresentano un ambito costitutivo della modernità”, osserva, soprattutto “perché costituiscono uno dei luoghi privilegiati in cui si affermano i principi stessi della libertà di pensiero”; in altre parole, “della laicità”. Una laicità che per Aroldi richiede “la disponibilità da parte di qualsiasi tradizione culturale che vi acceda a considerarsi una delle tante: cosa che vale in primo luogo per quello stesso universalismo laico” che “non può rivendicare alcuna supremazia istituzionale per la propria concezione del bene comune”. Dunque “l’apparato della comunicazione mediale sembra capace di accogliere al proprio interno ogni voce e esperienza umana”, ma “complice l’ideologia della fine delle ideologie sembra affermarsi in essa un principio di tolleranza senza verità” che per lo studioso è “compito educativo irrinunciabile svelare criticamente”.