” “"Il supporto religioso e spirituale è parte integrante di ogni autentico contatto umano, anche se troppo spesso è una dimensione trascurata". È una delle "lezioni" del dopo-tsunami messe in evidenza ieri – la Sala Stampa vaticana ne dà notizia oggi – da mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, durante un incontro svoltosi all’Ecosoc di New. Ricordando i progetti di ricostruzione finanziati dalla Santa Sede e dalle agenzie collegate come "risposta" allo tsunami che il 26 dicembre scorso ha devastato il Sud-Est asiatico, l’esponente vaticano ha informato che "dopo la fase di emergenza, sono stati avviati progetti di ricostruzione e riabilitazione", tra cui la costruzione di case, scuole e ospedali, oltre ad interventi finalizzati "alla riunificazione e al sostegno delle famiglie". In questo contesto, ha sottolineato mons. Migliore, la Santa Sede si è impegnata "in ogni circostanza a rispettare le differenze religiose e culturali, e a lavorare in amicizia per suscitare maggiore fiducia tra i credenti di ogni fede e i non credenti. La cooperazione interreligiosa e le iniziative di pace continueranno a costituire un elemento importante del lavoro della Chiesa in quei luoghi". Quanto alla risposta mondiale all’emergenza tsunami, l’osservatore della Santa Sede ha rimarcato che "la prima e la più grande lezione da apprendere è che c’è tanta buona volontà tra la gente comune che spesso rimane nascosta": di qui la necessità di "incrementare la cooperazione internazionale". L’intervento della Santa Sede e di organismi ad essa collegati in favore delle vittime dello tsunami è valutabile in circa 650 milioni di dollari.