” “Tradizionalisti, etici o narcisisti? Dimmi cosa acquisti e ti dirò chi sei: è quanto emerge dalla indagine sul consumo responsabile "Scegliere il bene" dell’Iref, l’istituto di ricerca delle Acli, presentata nel pomeriggio a Roma. I consumatori responsabili sono innanzitutto gli acquirenti di prodotti del commercio equo e solidale (56%); seguono coloro che adottano stili di vita sobri (51%, un italiano su due), " a dimostrazione di una maggiore consapevolezza delle conseguenze negative di una crescita illimitata dei consumi, in particolare verso l’ambiente"; al terzo posto (29%) coloro che praticano il consumo critico, "inteso come selezione dei beni in base ai comportamenti delle imprese produttrici e alle caratteristiche dei prodotti". Il 36% della popolazione italiana che adotta, a qualche livello, comportamenti di consumo responsabile, si suddivide a sua volta in 3 tipologie; quella più numerosa dei tradizionalisti (47%) del campione, concepisce il consumo come "modo per procurarsi il necessario" e adotta atteggiamenti anti-spreco anche per "la preoccupazione di non riuscire a risparmiare". I consumatori narcisisti (37% del campione), all’opposto, sono coloro che utilizzano i beni "soprattutto come strumenti per costruire la propria immagine e trasmetterla agli altri". Vero "zoccolo duro" dei consumatori responsabili sono i cosiddetti consumatori etici (16%), "principali artefici di una controcultura del consumo".