” “Per prima cosa chiede se è confermata la notizia di Scotland Yard e cioè che fra gli attentatori di Londra ci fosse anche un giovane di 22 anni. Poi ha aggiunto: “E’ una grandissima tristezza perché non è possibile che un ragazzo di 22 anni possa compiere un simile atto. Ma deve essere chiaro e per questo ringraziamo Dio che non tutte le seconde generazioni sono così. E’un gradissimo problema che noi come Giovani musulmani d’Italia stiamo cercando di affrontare”. A parlare è Osama al Saghir, presidente della Gmi, la sezione giovanile dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii). “Non riesco a capire aggiunge – cosa può aver spinto un giovane verso simili derive. Penso di essere nella stessa situazione degli italiani di fronte a queste notizie. Sicuramente il ragazzo di Leeds non rappresenta la maggioranza e neanche la minoranza dei musulmani ma solo un caso particolare. Evidentemente non ha saputo trovare una sua identità”. Per Osama il problema va affrontato su un piano culturale di “vera integrazione”. “E’ vero che gli attentatori di Londra erano degli inglesi spiega – ma lo erano solamente sulla carta. Credo che ciò di cui veramente abbiamo bisogno sia una vera integrazione sociale che deve essere accompagnata da una cultura e da un forte senso di cittadinanza e di appartenenza totale alla società europea”. Sul rischio di un reclutamento di giovani da parte di terroristi Osama afferma che “questo tipo di terrorismo è quasi impossibile da bloccare solo con misure di sicurezza e leggi speciali. Occorre attivare un processo culturale. Noi siamo pronti a collaborare”.