” “"I giornalisti europei sono più responsabili. Nessun limite da porre all’informazione se non quello del bene dell’umanità": è questa, secondo Massimo Milone, giornalista e presidente dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) la giusta misura da rispettare per coniugare il diritto all’informazione con la lotta al terrorismo internazionale, che usa i media come cassa di risonanza delle proprie azioni. "Un evento così dirompente come gli attentati di Londra dice al Sir Milone – ci interroga e accresce anche nei giornalisti il senso di responsabilità. Siamo di fronte ad una rete forte, equipaggiata, internazionale, con connivenze altissime, perfino in una Londra superprotetta e superblindata, e questo incide anche nell’approccio alla quotidianità dell’informazione". In questi giorni, a suo avviso, "non c’è stata una informazione frenata o una volontà istituzionale per limitare l’informazione, quanto piuttosto una informazione più responsabile, una auto-responsabilizzazione della categoria, che si sta interrogando su dove possiamo andare a finire e su come comportarci rispetto alla sfida globale del terrorismo". "La giusta misura a suo parere – risiede innanzitutto nella coscienza del giornalista innanzitutto. E poi nel rispetto del fatto in sé. Se però il fatto coinvolge intere collettività, ragioni di Stato, di riservatezza sulle indagini, forse un momento in più di riflessione non guasta. Non va posto nessun limite se non quello del bene dell’umanità, perché il terrorismo internazionale coinvolge tutti, e si va ben al di là delle singole esigenze di uno Stato e dei singoli diritti".