” “Non accontentarsi di vivere in modo mediocre la religiosità ma ancorare la vita a “saldi riferimenti spirituali”. E’ la “proposta” valida ancora oggi di San Benedetto Abate, patrono d’Europa, di cui oggi si celebra la festa. Lo ha ricordato ieri il Santo Padre che prima della recita dell’Angelus ha parlato della spiritualità benedettina. “Un Santo ha detto – a me particolarmente caro, come si può intuire dalla scelta che ho fatto del suo nome”. “Benedetto ha sottolineato il Santo Padre – indicò ai suoi seguaci come scopo fondamentale, anzi unico, dell’esistenza la ricerca di Dio: “Quaerere Deum”. Egli sapeva, però, che quando il credente entra in relazione profonda con Dio non può accontentarsi di vivere in modo mediocre all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale”. Si comprende, in questa luce, l’espressione che Benedetto trasse da san Cipriano e che sintetizza il programma di vita dei monaci: “Nihil amori Christi praeponere”, “Niente anteporre all’amore di Cristo”. “In questo consiste la santità ha commentato Benedetto XVI -, proposta valida per ogni cristiano e diventata una vera urgenza pastorale in questa nostra epoca in cui si avverte il bisogno di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali”.
Oggi il Papa parte per le vacanze estive in Valle d’Aosta. “Sarò ospite ha detto ieri ai pellegrini presenti in piazza San Pietro – nella casa che molte volte ha accolto il Papa Giovanni Paolo II. Ringrazio quanti mi accompagneranno con la preghiera, e a voi dico con affetto: arrivederci!”.