G8: AGRICOLTORI AFRICANI, "DATECI REGOLE PIÙ GIUSTE PER LAVORARE LA NOSTRA TERRA"

“Cari G8, l’Africa può nutrire se stessa grazie al lavoro dei suoi agricoltori. Non è grazie a una maggiore invadenza del mercato internazionale che gli africani usciranno dalla povertà, ma grazie al lavoro delle proprie famiglie se saranno garantite loro regole più giuste”. Il messaggio, lanciato ai G8 in vista del vertice di Gleneagles (Scozia 6-8 luglio), arriva dagli agricoltori riuniti nella rete "Roppa" (Reseau des organisations paysannes et de producteurs agricoles de l’Afrique de l’Ouest), che rappresenta oltre 60 organizzazioni locali in 10 Paesi dell’Africa occidentale. La rete è sostenuta dalla campagna EuropAfrica/Terre contadine. "Malgrado le condizioni climatiche difficili, le catastrofi naturali, i tanti conflitti, l’assenza di misure di protezione e di sostegno, tra il 1990 e il 2002 abbiamo aumentato le nostre produzioni agricole dal 20 all’80%, più dell’America del Nord (dallo 0 al 20%) o dell’Europa dell’Est che ha subito una riduzione stimata intorno al 50%", fanno sapere. L’agricoltura familiare in Africa già oggi assicura più del 90% della produzione agricola e gestisce più del 95% delle terre agricole, "nonostante la spietata concorrenza internazionale". Non bastano soluzioni tecnologiche, o iniezioni di volumi considerevoli di dollari per cambiare le cose in Africa": gli agricoltori africani chiedono quindi ai G8, tra l’altro, "misure di protezione dei mercati più fragili e di sussidi, ma anche l’interruzione, da parte dell’Europa, dei negoziati per gli Accordi di partnership economica (Epas)".