"L’approvazione del divorzio veloce e del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Spagna costituisce un attentato al matrimonio così com’è configurato dal diritto naturale e dal senso comune della gente". Ad affermarlo è stato l’arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Ruppi, parlando, oggi, ai responsabili del comitato provinciale di "Scienza e vita". Per il presule "non si può chiamare vero matrimonio l’unione tra persone dello stesso sesso". "Siamo pienamente solidali con i vescovi e la Chiesa spagnola ha proseguito mons. Ruppi nel ritenere profondamente negative le leggi appena approvate dal Parlamento spagnolo perché compromettono, radicalmente, il presente e il futuro della famiglia e non tutelano adeguatamente il futuro dei figli".
La vicenda spagnola, per il l’arcivescovo, diventa, perciò, un monito a vigilare, in Italia, "sulla formazione delle leggi regionali e parlamentari". "Contro la deriva etica ha detto mons. Ruppi occorre un’azione quanto più concorde, allargata anche ai non credenti, evitando, però, strumentalizzazioni politiche", lontane dal pensiero dei vescovi, cui preme, invece, "la vita, la tutela della persona, la famiglia, la gioventù, la solidarietà". È giusto che su tali temi etici si pronunzino tutte le forze politiche, ha concluso il presule, perché non ci deve essere "confusione, incertezza, interessati o calcolati silenzi".” ”