Per la prima volta un’associazione culturale di cinesi che vivono in Italia fa un regalo alla Caritas per i detenuti del carcere: è avvenuto a Prato, dove la comunità cinese è notoriamente molto numerosa per via dell’industria tessile (in Toscana i cinesi sono oltre 23.000, la seconda nazionalità dopo gli albanesi, dati Dossier Caritas/Migrantes 2004). Qui l’Associazione generale di commercio italo/cinese, sezione di Prato – che a dispetto del nome è un’organizzazione a carattere culturale – ha recentemente donato 300 paia di pantaloni corti alla Caritas diocesana. Destinati ai detenuti della "Dogaia", i pantaloncini erano stati richiesti dal cappellano del carcere, don Leonardo Basilissi, perché i più bisognosi avessero qualcosa di adeguato da indossare nella calda stagione estiva. "In diverse occasioni spiega Idalia Venco, vicedirettore della Caritas diocesana siamo intervenuti a sostegno dell’attività di don Leonardo acquistando biancheria e capi di vestiario per i carcerati; questa volta, la quantità di calzoni estivi da comprare era notevole, perciò, nella speranza di trovare prodotti economici, ci siamo rivolti ad un amico italiano che ha rapporti di lavoro con alcune aziende cinesi". Dopo una iniziale ricerca tra le ditte di connazionali, il signor Mo, membro dell’associazione, ha deciso che sarebbe stato più bello offrire gratuitamente i capi richiesti. "Anche a noi, come agli italiani, piace fare qualcosa che sia socialmente utile – ha dichiarato -. È la prima volta che facciamo una cosa come questa e forse, se serve, possiamo dare una mano anche per l’abbigliamento invernale".