“I francesi si sono serviti di questa opportunità per esprimere le proprie speranze e i propri timori. Mi dispiace soltanto che essi non lo abbiano fatto prima; ciò avrebbe consentito di dissipare almeno una parte di questi ultimi”. E’ quanto afferma in una nota diffusa oggi il pastore Jean-Arnold de Clermont, presidente della Federazione protestante di Francia, commentando la vittoria dei “no” al referendum sul Trattato costituzionale per l’Europa. Ora, prosegue, “tutte le Chiese si trovano davanti ad una doppia responsabilità”. “In Europa, e particolarmente in Francia, la crisi sociale è grave” e di essa sono “egualmente responsabili la politica governativa così come la politica europea”. Per de Clermont “esse ritroveranno credibilità solo mettendo al centro del loro progetto l’occupazione, la protezione sociale e la solidarietà”. Esigenza di cui “le Chiese devono essere testimoni”. Esse inoltre, si legge ancora nella nota, “devono in modo particolare preoccuparsi che questo voto, che esprime una profonda aspirazione sociale, possa essere confuso con quello dell’estrema destra, dettato invece da chiusura identitaria, nazionalismo, xenofobia; atteggiamenti incompatibili con il messaggio delle Chiese” da sempre “pluraliste, aperte al dibattito e alla ricerca di vie di mediazione”. Per esse, conclude de Clermont, che “hanno il dovere di schierarsi al fianco degli immigrati e dei richiedenti asilo”, l’Europa “deve essere percepita come una speranza che si costruisce non sulla paura dell’altro, ma sulla condivisione realistica e sulla volontà di procedere insieme”.