” “”Un Papa che pone con realismo e con un linguaggio asciutto e, persino, brusco un problema che attende soluzioni e non parole di cortesia”. Così mons. Elio Bromuri, esperto di ecumenismo e dialogo interreligioso, in una nota che uscirà sul prossimo numero del Sir (da stasera on line su old.agensir.it), commenta la volontà di Benedetto XVI di “assumere come impegno fondamentale quello di lavorare con tutte le mie (sue) energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo”, ribadita dal Pontefice nell’omelia della messa celebrata ieri a Bari a conclusione del Congresso eucaristico. “L’ecumenismo per chi l’ha inteso bene e non lo ha volgarizzato e banalizzato – avverte mons. Bromuri – non è una scelta politica e tanto meno una metodologia diplomatica basata sul compromesso, né confondere con uno dei tanti dialoghi che si possono intessere con religioni, culture, civiltà, movimenti, gruppi d’interesse politico, economico o d’altro genere”. Secondo l’esperto, l’impegno riaffermato dal Papa a Bari non “ha sapore di novità, situandosi nel solco del Concilio e dell’insegnamento di Giovanni Paolo II”, tuttavia Benedetto XVI “ancora più immediatamente ha innestato la prospettiva ecumenica nel mistero dell’Eucaristia, mistero d’unità che non può essere celebrato efficacemente e vissuto coerentemente nello stato di divisione dei discepoli”. “Per realizzare il disegno di Dio sulla Chiesa – conclude Bromuri – non basta “la manifestazione di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti”.
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