CARD. RUINI: MEDIA, NO ALLA “PORNOGRAFIA TELEVISIVA”, “RISULTATO IMPORTANTE” IL DIGITALE TERRESTRE A SAT2000

Il digitale terrestre non può diventare un pretesto per “offrire una nuova e più largamente accessibile forma di presenza alla pornografia televisiva”, e qualsiasi “iniziativa” che si muove in tale direzione va “denunciata”. E’ il grido di allarme dei vescovi italiani, che chiedono “ai gestori dei canali di non dimenticare le loro responsabilità morali e sociali e all’autorità competente di regolare in maniera tempestiva questo settore, chiudendo la strada a uno sfruttamento commerciale tra i più deprimenti e dannosi”. Il tema del digitale terreste è stato affrontato oggi dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, nella prolusione di apertura della 54a Assemblea generale dei vescovi italiani. “Nelle scorse settimane – ha ricordato il cardinale – si è positivamente conclusa la procedura con la quale la Rai ha accolto la richiesta di assegnare all’emittente Sat2000 uno dei suoi canali digitali terrestri. E’ questo un risultato davvero importante – ha commentato il presidente della Cei – che apre la possibilità di raggiungere, in tempi non remoti, ogni famiglia italiana senza complicazioni strumentali, facilitando e stimolando così l’apporto dei cattolici all’animazione culturale del Paese”. Proprio sul versante della tecnologia digitale terrestre, ha stigmatizzato però il cardinale dopo aver citato i successi dell’emittente televisiva dei cattolici italiani, “si profila un’iniziativa che dobbiamo fin d’ora denunciare: quella di offrire una nuova e più largamente accessibile forma di presenza alla pornografia televisiva”. Di qui l’appello della Chiesa italiana ai gestori dei canali e alle autorità competenti, affinché impediscano tale “sfruttamento commerciale”.