” ““Non siamo contro la scienza e i suoi progressi”, ha puntualizzato il card. Ruini in merito alla posizione della Chiesa italiana sul referendum: “Vogliamo che la scienza sia al servizio del bene integrale dell’uomo”, senza “arrestare od ostacolare il cammino della scienza”, ma orientandolo “in modo che esso non perda di vista il valore e la dignità di ogni essere umano”. Tutto ciò, ha spiegato il cardinale, non soltanto per “fondamentali ragioni etiche”, ma in base ad un “evidente principio di precauzione che deve trovare applicazione anzitutto quando si agisce direttamente sulla vita umana”, se si vogliono ottenere “sicuri vantaggi, e non pericoli, anche per la nostra salute”. I vescovi, in particolare, si dichiarano preoccupati per “le notizie di sperimentazioni condotte sugli embrioni a prescindere dal loro carattere umano”, che “confermano la necessità di norme che regolino questa materia in rapido sviluppo: senza di esse arriveremo, probabilmente prima del previsto, a risultati che suscitano orrore e paura”. Secondo la Cei “esistono invece alternative precise, come quelle basate sulle cellule staminali ottenute senza sopprimere embrioni, che hanno già dato, a differenza dalle altre, risultati clinici concreti”. Tra i segnali di “buon auspicio”, nel dibattito in corso sulla legge 40/2004, i vescovi citano “sia la grande consapevolezza, unità e impegno di cui stanno dando prova i cattolici italiani, in sintonia con un orientamento che è della Chiesa universale, sia il moltiplicarsi di voci autorevoli, delle più diverse competenze e matrici culturali, che si esprimono con chiarezza e forza argomentativa per il rispetto della vita umana e del diritto dei figli a conoscere i propri genitori”. “A tutti, anche a coloro che contestano più duramente le nostre posizioni e il nostro stesso diritto e dovere di esprimerci in questa materia è l’appello della Chiesa italiana – vorremmo dire che non ci può essere un futuro positivo e accettabile se si perde l’unità di misura della vita umana. Siamo dunque certi, con il nostro attuale impegno, di non essere dei sorpassati, ma di far parte invece di coloro che lavorano per il futuro”.