REFERENDUM LEGGE 40/2004: PATRIARCA (COMITATO “SCIENZA E VITA”), “NESSUNO PUÒ ARROGARSI IL DIRITTO DI ATTRIBUIRE PATENTI DI MORALITÀ”

” “”Scomodare la dimensione morale, evocare il peccato morale, denunciare l’immoralità altrui in questa campagna referendaria può rivelarsi un pericolosissimo boomerang, per chi, dalle cattedre di laicità, pensa di dover insegnare agli altri cosa sia morale e cosa non lo sia”. Così Edoardo Patriarca, del consiglio esecutivo del Comitato “Scienza e vita” per la legge 40, commenta in una nota diffusa oggi dallo stesso Comitato “la corsa che si è scatenata nel dare patenti di moralità da parte del fronte referendario”. “Magari anche nei confronti dei cattolici (da sempre i più convinti sostenitori del dovere di partecipare al voto), ma responsabilmente certi in questa circostanza – e solo in questa – di doversi sottrarre ad una chiamata al voto da parte di una minoranza di cittadini che con una serie di quesiti ingannevoli, vuole smontare una legge che ha trovato un punto di equilibrio fra le urgenze della scienza e la coscienza diffusa nel Paese”. A quanti nel fronte referendario anche in queste ore continuano a sollevare il tema della moralità, Patriarca ricorda che “nessuno in questo Paese può arrogarsi il diritto di attribuire pagelle. Ci sono cattedre di spiritualità che possono essere ascoltate o rifiutate. Ma quei maestri di umanesimo che noi ascoltiamo ci parlano della dignità dell’uomo dall’inizio alla fine. A noi la capacità di mediare questa proposta. Ed oggi lo facciamo esercitando la scelta consapevole del non voto che ha un valore doppio sotto il profilo politico. Diciamo infatti che alla legge 40 va garantito il tempo della sperimentazione e che questa legge ha padri e madri in quel luogo sovrano della volontà popolare che è il Parlamento italiano, al quale spetta il dovere, in piena libertà, di fare una legge. E anche di riformarla. Altro che patenti di moralità”.