CONGRESSO EUCARISTICO: FORTE, NO AL “DISIMPEGNO” E ALLA “NOSTALGIA DEL PASSATO”, SÌ AD UNO “STILE DI VIGILANZA”

” “”Nessuno ha diritto al disimpegno, perché ognuno per la sua parte è dotato di carismi da vivere nel servizio e nella comunione. Nessuno ha diritto alla divisione, perché i carismi vengono dall’unico Signore e sono orientati alla costruzione dell’unico Corpo, che è la Chiesa. Nessuno ha diritto alla stasi e alla nostalgia del passato, perché lo Spirito è sempre vivo ed operante, è la novità di Dio, il Signore del futuro del tempo”. Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, aprendo ieri al Cen l’incontro sul ministero ordinato, ha auspicato “lo stile di una Chiesa aperta allo Spirito e alle sue sorprese”, grazie ad una “vigilanza esigente”. “La Chiesa generata dall’Eucaristia – ha ammonito Forte – dovrà essere critica verso tutte le miopi realizzazioni di questo mondo: presente ad ogni situazione umana, solidale con il povero e con l’oppresso, non le sarà lecito identificare la sua speranza con qualcuna delle speranze della storia”. Questo non significa, ha precisato il teologo, “disimpegno o critica a buon mercato”, ma implica una “vigilanza ben più costosa ed esigente”. “La Chiesa – ha concluso Forte – non può identificarsi con nessuna ideologia, con alcuna forza partitica, con alcun sistema, ma di tutti deve essere coscienza critica, richiamo dell’origine e della fine, stimolo affinché in tutto si tenda a sviluppare tutto l’uomo in ogni uomo”.