Tra i gruppi, le associazioni e i movimenti cattolici c’è una "unità nel sentire sull’astensione, maturata nell’ambito della riflessione sul progetto culturale della Chiesa italiana in merito alla questione antropologica". Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, nel corso della conferenza stampa svoltasi oggi al Congresso eucaristico nazionale. "Questa unità nel sentire sull’astensione – ha detto Riccardi – è un discorso maturato molto coerentemente negli anni, quando poi ci si è trovati davanti ad una scelta specifica non ha fatto altro che concretizzarsi". Ad una domanda su presunte "indicazioni" ai propri aderenti, Riccardi ha risposto rendendo nota la sua posizione personale, "io non andrò a votare", e ha osservato: "Dobbiamo smetterla di decidere su questioni centrali per la vita della gente e per il cuore dell’uomo a botte di referendum. Il referendum è uno strumento inadeguato per questioni così delicate: se si va avanti così, decideremo su questioni che riguardano l’umanità dell’uomo a botte umorali e sentimentali". Anche per Salvatore Martinez, coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito, "lo strumento referendario è inadeguato", perché in gioco nella consultazione del 12 e 13 giugno c’è "la sacralità della vita": la legge 40, ha aggiunto, "è una legge legittima, che attende di essere sperimentata, e la volgarizzazione di questi temi non rende giustizia all’intelligenza di coloro che l’hanno votata e che ora dovrebbero garantire la sua applicazione". I cattolici, ha concluso Martinez citando Giovanni Paolo II, "hanno il dovere di astenersi quando ritengono che una legge già non conforme pienamente alla dottrina sociale della Chiesa potrebbe essere modificata in senso peggiorativo". Dello stesso avviso, don Julian Carron, presidente di Comunione e Liberazione.