"Non vi aspettate la creazione di strutture tipo il Katholikentag tedesco. Io personalmente sono contrario. Invece il rapporto tra le varie aggregazioni laicali deve fondarsi sulla comunione e sull’amore reciproco": lo ha detto oggi a Bari il fondatore della Comunità di S.Egidio, Andrea Riccardi, durante la conferenza stampa che ha fatto seguito all’incontro mattutino sull’Eucaristia e le aggregazioni laicali. "La nostra unione – ha aggiunto don Julian Carron, presidente di Comunione e Liberazione – si vede nella missione che svolgiamo nel mondo, partecipando ai problemi dell’uomo nel vivere reale. La nostra missione si manifesta nel come viviamo da credenti la vita di tutti". Secondo Gino Doveri, della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, "ogni aggregazione è chiamata a svolgere un compito specifico, senza trascurare il compito più generale di tutti i cristiani che consiste nel dare il proprio contributo, collaborando – se necessario – per il bene della Chiesa e del mondo". Anche da parte di Salvatore Martinez, del Rinnovamento nello Spirito Santo, è stato sottolineato che le aggregazioni sono da considerarsi "forme ‘provvidenziali’ nella Chiesa per rispondere a specifici bisogni. Le stesse sono chiamate a dare il loro aiuto alle Chiese locali". Per Giuseppe Savagnone, docente di filosofia ed editorialista di diverse testate cattoliche "occorre un risveglio dei fedeli laici ‘comuni’ perché altrimenti si verifica che quasi gli unici laici che vivono una dimensione pubblica sono quelli delle aggregazioni".