RAPPORTO ISTAT 2004: OCCUPAZIONE IN CRESCITA MA ANCORA SOTTO GLI STANDARD UE. DISOCCUPAZIONE PIAGA DEL SUD, UN MILIONE DI SOTTOCCUPATI

Un paese in cui l’occupazione, per quanto cresciuta, resta ancora sotto gli standard europei; una disoccupazione che al Sud risulta il triplo rispetto a quella del resto della penisola dove la maggior parte dei disoccupati vive in famiglie con difficoltà economiche, dove diminuiscono le coppie con figli e aumentano i single; ma anche un modello di welfare che passa attraverso la famiglia dove si manifestano i più concreti legami di solidarietà. E’ il quadro dell’Italia dipinto dal 13° Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2004 dell’istituto nazionale di statistica (Istat), illustrato oggi a Roma dal suo presidente, Luigi Biggeri, alla presenza del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. L’occupazione in Italia, per quanto cresciuta negli ultimi 10 anni, è ancora più bassa degli standard richiesti a livello di Ue e "se anche il sistema produttivo fosse in grado di assorbire tutta l’offerta di lavoro che non incontra la domanda, gli obiettivi richiesti non potrebbero comunque essere raggiunti". È quindi necessario, sostiene l’Istat "aumentare la partecipazione di quanti attualmente rimangono fuori dal mercato del lavoro, regolare, accrescere l’occupabilità delle fasce deboli dell’offerta e far entrare nel mercato regolare il cosiddetto lavoro ‘sommerso’ o irregolare", così come "studiare i tratti distintivi della sottoccupazione, della disoccupazione, dell’inattività e delle loro relazioni reciproche per individuare le aree su cui agire per accelerare il processo di convergenza con gli obiettivi europei". Nel 2004 il fenomeno sottoccupazione ha riguardato quasi un milione di persone, per oltre la metà strutturale. "I tassi più alti si registrano nel Mezzogiorno dove la debolezza dell’apparato produttivo "non genera solo barriere all’ingresso nel lavoro, ma anche sottoutilizzazione degli occupati". ” ”