Il primo centro di accoglienza per detenuti stranieri sarà inaugurato oggi, 25 maggio, a Lanuvio (Roma). A promuoverlo è la cooperativa sociale "Artemisia", allo scopo di "dare concreta attuazione ad uno dei dettami costituzionali di cui gli stranieri sembrano, più di altri, non usufruire". L’articolo 27 della Costituzione italiana, infatti, vuole che la pena tenda alla rieducazione del condannato, cioè al suo reinserimento sociale. Ma nel caso dei detenuti stranieri questo articolo è quasi sempre inapplicabile perché appena usciti dal carcere si apre la prospettiva dell’espulsione dall’Italia o la clandestinità. Attraverso il centro di accoglienza, sottolinea il presidente della cooperativa sociale "Artemisia", Pietro Rossi, si vuole dare ai detenuti stranieri e alle loro famiglie almeno "l’opportunità di recupero personale e di affettività nelle occasioni in cui è possibile ottenere permessi premio". In queste strutture, aggiunge, "l’ospite può individuare un luogo in cui recuperare la propria sfera affettiva, non solo grazie all’accoglienza dei familiari, ma anche attraverso percorsi relazionali personalizzati, anche attraverso spazi dedicati ad attività ludico-culturali per il recupero del rapporto di paternità". I detenuti stranieri che usufruiscono delle misure alternative alla detenzione potranno risiedere nel centro di Lanuvio per un massimo di 15 giorni consecutivi e 45 giorni in un anno. ” ”