CONGRESSO EUCARISTICO: SUOR GLORIA RIVA, “DALLA BELLEZZA DI BABILONIA A QUELLA DI GERUSALEMME”

“Quale bellezza salverà il mondo?” A quest’interrogativo ha voluto di rispondere l’incontro-intervista, che si è svolto ieri pomeriggio al Congresso eucaristico di Bari. Protagonisti, con le loro esperienze e le diverse sensibilità, Gianfranco Dioguardi dell’Università di Bari, lo scrittore e giornalista Raffaele Nigro, suor Maria Gloria Riva, monaca di clausura delle Adoratrici perpetue di Monza (presente grazie ad un permesso speciale), e padre Marko Ivan Rupnik, teologo e pittore, autore del mosaico che resterà nella chiesa di S. Pasquale a Bari come memoria del Congresso. “Vado alla ricerca – ha ammesso Dioguardi – dello stupore perduto rispetto alla bellezza. È necessaria una nuova alleanza tra fede e cultura, come auspicato anche da Giovanni Paolo II, per far trionfare un nuovo umanesimo”. Per Nigro, “bisogna riscoprire la memoria perduta, la bellezza delle tradizioni popolari, della fantasia, dell’esemplarità”.
Della differenza tra la bellezza di Babilonia e quella di Gerusalemme ha parlato suor Maria Gloria. “La prima – ha detto la religiosa – è la bellezza dell’effimero, dove si cerca di rifuggire dal dolore, ma dove invece imperversa la sofferenza, la violenza, la solitudine, la depressione. La bellezza di Gerusalemme è quella del dono, dove etica ed estetica si fondono per cantare la lode al Bellissimo, la cui bellezza contempla tutti i registri, anche quella della croce”. “Nella mia storia personale – è stata la Chiesa ad aiutarmi a passare da babilonia a Gerusalemme”. Per padre Rupnik, “la bellezza è imbevuta di amore” e il massimo esempio “è Gesù”, ma “quanta fatica facciamo noi peccatori a diventare una realtà penetrata d’amore”. “Eppure è questa – ha aggiunto padre Marko – la bellezza in cui crediamo e che professiamo”.