CONGRESSO EUCARISTICO: MONS. BUX (OPPIDO MAMERTINA-PALMI), "PERCHÈ C’È BELLEZZA NELLA LITURGIA"” “

 “Nella liturgia c’è un posto assoluto ed immutabile per la bellezza di Dio. Non mi riferisco alla bellezza delle cose che passano, alla bellezza fisica, della natura, per intenderci. In linea generale, il discorso più ricorrente sulla bellezza è quello che ricade sulle arti figurative di vario tipo, arte, musica, architettura, più sotto l’aspetto estetico legato al fatto rituale che sotto l’aspetto più essenziale che riguarda la liturgia. La bellezza cui mi riferisco proviene dall’atto di culto, come l’acqua che proviene dalla sorgente è strettamente legata alla sorgente stessa”: è quanto afferma mons. Luciano Bux, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi (Reggio Calabria) in una intervista al settimanale “Avvenire di Calabria”, alla vigilia del Congresso Eucaristico Nazionale al quale interverrà con una relazione sul tema “La bellezza nella liturgia”. Secondo il presule la bellezza nella liturgia “non risplende solo nelle parole e nei gesti del celebrante (“Fate questo in memoria di me”), ma, proprio perché è liturgia, azione di popolo, risplende anche nell’assemblea, nel popolo, perché i battezzati, che sono popolo, fanno parte del Corpo di Cristo: i ministri e il popolo”. "Liturgie deludenti con preoccupazioni mediatiche – aggiunge mons. Bux – o legate a particolari spiritualità o anche legate particolarmente alla pietà popolare, allontanano dalla storia. La traccia che può seguire il connubio fra liturgia terrena e liturgia celeste, dal punto di vista teologico, biblico, è quella proposta dal libro dell’Apocalisse. Lì si trovano le risposte al problema sul rapporto tra liturgia e responsabilità nella storia, la storia personale, la storia della propria famiglia, la storia della propria terra, la storia del mondo”.