"Non andare alle urne è un no rafforzato. La scelta dell’astensione è espressione di una piena coscienza delle implicazioni biologiche, psicologiche, etiche e politiche della chiamata alle urne, in rapporto alla legge sulla procreazione assistita". Con queste motivazioni anche l’Unione Cattolica Italiana dei docenti, dirigenti e formatori (Uciim) ha aderito alla linea del Comitato "Scienza & vita", in difesa della legge 40 dal referendum del 12 e 13 giugno. "Il non voto non è rinuncia ad un diritto, né disinteresse per le sorti della consultazione", chiarisce Luciano Corradini, docente di pedagogia generale all’Università "Roma Tre" e presidente l’Uciim, nella nota di adesione al fronte dell’astensione: al contrario, "si tratta di affrontare i problemi politici e giuridici relativi alla fecondazione, sulla base non di pregiudiziali scelte di fede, ma di ragionamenti basati su fatti e principi, capaci di dare un fondamento solido alla convivenza civile”. Quanto alle cifre circolate nei giorni scorsi per sostenere che ormai si è vicini al quorum, il Comitato "Scienza & vita" le definisce cifre "messe in giro ad arte", ed assicura che ""nessuno in questo momento dispone di cifre realistiche riferite al quorum e chiunque sia in possesso di sondaggi, sa bene di essere tenuto alla riservatezza. Ma soprattutto va detto che questo falso argomento deve indurre il fronte del non voto a intensificare la propria mobilitazione per spiegare a tutti i cittadini elettori che la legge 40 va difesa con lo strumento dell’astensione".