"Siamo molto felici di essere qui, oggi, a questa udienza di Benedetto XVI in cui si vedono sventolare bandiere di tante nazioni": lo ha detto don Marino Genova, parroco di S. Felice del Molise (diocesi di Termoli-Larino), oltre che di un altro piccolo paese della zona, Montemitro. "La caratteristica delle mie parrocchie spiega don Marino, circondato dai parrocchiani in piazza S. Pietro, mentre Benedetto XVI, al termine dell’udienza, riceve l’omaggio di vescovi e autorità sul sagrato della basilica è che sono di antica origine serbo-croata. Ancora oggi la gente, specie gli anziani, parlano croato antico, mentre i giovani stanno lentamente abbandonando la lingua degli avi". La comunità croata del Molise risale al 1400-1500, quando i cattolici dovettero fuggire per le invasioni dei turchi. "La fede cattolica della mia gente aggiunge il parroco si deve alla predicazione delle comunità di Costantinopoli. La parrocchia è infatti dedicata a S. Maria di Costantinopoli e in paese è stata eretta una chiesa dedicata a S. Felice I Papa, patrono della comunità dei serbo-croati cattolici del Molise". "Non ci credevamo quando abbiamo sentito la notizia di Ratzinger Papa dice Marianne Cschwendzner, pellegrina tedesca a Roma con una trentina di amici bavaresi di Weyarn, piccolo centro vicino a Monaco e ora siamo molto lieti per lui e per il nostro Paese. In genere la gente, in Germania, è felice di questo evento che significa molto per la fede e anche per il dialogo ecumenico".