LEGGE 40/2004: VESCOVI (SCIENZIATO) SU DOCUMENTO “RICERCA E SALUTE”, “CHE LA VITA COMINCI ALL’ATTO DELLA FECONDAZIONE E’ UN DATO OGGETTIVO, SCIENTIFICO”

” “SIR – 18/05/2005 – Affermare che l’embrione non è persona e ritenere che questa convinzione apparterrebbe all’ambito della credenza piuttosto che alla scienza è una “palese violazione della logica scientifica”, poiché “il concetto di persona non è oggettivabile in termini scientifici, e appartiene piuttosto alla filosofia e alla giurisprudenza”. Lo sostiene Angelo Vescovi, ricercatore laico, che lavora presso l’Istituto di ricerca sulle cellule staminali della Fondazione San Raffaele di Milano. Vescovi commenta in questi termini l’impianto scientifico su cui si basa il documento “Ricerca e salute” presentato da un gruppo di scienziati – tra cui figura anche Umberto Veronesi – che invita a votare sì ai quesiti referendari del 12 e 13 giugno. Riferendosi in particolare alle dichiarazioni del genetista Antonino Forabosco, secondo il quale dare all’embrione “un’entità biologica precisa e definita” è “un mito fittizio”, Vescovi risponde: “Che la vita cominci all’atto della fecondazione e si sviluppi senza soluzione di continuità fino alla morte è un dato oggettivo, scientifico. Esso è persino rappresentabile in termini matematicamente precisi, e quindi incontrovertibili, da quella branca della fisica e della chimica che si chiama termodinamica. Tutto ciò, dunque, non ha niente a che fare con le credenze”. Forabosco sostiene, poi, che i “sì” contribuirebbero alla libertà della ricerca su malattie degenerative finora incurabili. Vescovi ribatte dicendo che “i referendum nulla hanno a che fare con la libertà di ricerca e con la salute dei pazienti. Il fatto che l’attenzione venga spostata su questi temi è indice della debolezza delle argomentazioni dei referendari”.