"Il 18 maggio del 1920 entrava in questo mondo, nei pressi di Cracovia, Karol Woityla che a distanza di poco meno d’ottantacinque anni ne usciva salutato e rimpianto da una folla di milioni di persone che hanno riempito le strade di Roma non solo per dirgli addio, ma anche per gridare a gran voce di volerlo annoverato nell’elenco dei Santi". Lo scrive, in una nota per il Sir, Carlo Crovetto, ricordando che oggi 18 maggio Giovanni Paolo II avrebbe compiuto 85 anni. "Quando la Chiesa proclama la santità di un cristiano osserva Crovetto – intende dichiararne il merito di aver dimostrato l’attualità del Vangelo in ordine alla soluzione dei problemi che angustiavano il tempo in cui egli visse". E’ quanto fece Giovanni Paolo II che fin dall’inizio del suo Pontificato "non smise più di prodigarsi per far conoscere quel Cristo al quale il mondo era stato invitato ad aprire le porte. S’è fatto instancabile pellegrino, ansioso di raggiungere i quattro angoli più remoti del mondo". "S’è fatto avvocato degli affamati, dei carcerati, degli oppressi, degli emarginati e dei dimenticati". "Ha dato al mondo intero certezze e ha riscoperto valori che parevano scomparsi e ignorati dalla coscienza collettiva della moderna umanità. Guai a perdere memoria della sua persona, del suo insegnamento e del suo esempio! Per non correre questo rischio scrive Crovetto – milioni di persone hanno chiesto che subito sia proclamato santo e ad esse Papa Benedetto XVI non ha tardato a rispondere".