“La libertà di uccidere” è sempre “una tirannia che riduce l’uomo in schiavitù”: lo ha detto, citando una recente presa di posizione di Benedetto XVI, il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ricevendo stamani in Vaticano Bob e Mary Schindler, genitori di Terri Schiavo, la giovane donna statunitense lasciata morire alla fine di marzo per distacco della sonda di alimentazione che la teneva in vita. Ad accompagnarli, i promotori dell’Associazione Missionari del Vangelo della Vita giunti a Roma per presentare alla Santa Sede lo statuto associativo. Gli Schindler hanno espresso al porporato la propria gratitudine per essersi adoperato nel tentativo di salvare dalla morte la loro figlia, praticamente condannata dai tribunali statunitensi su istanza del marito Michael Schiavo che, a più riprese, durante i quindici anni di coma della moglie seguiti ad un malore, aveva chiesto che le venisse staccata la sonda di alimentazione. “La libertà di uccidere non è una vera libertà, ma una tirannia che riduce l’uomo in schiavitù” ha detto il card. Martino richiamando le parole del Papa in occasione del suo insediamento nella cattedra di San Giovanni in Laterano. “Ciò, ovviamente ha precisato non riguarda solo l’aborto e l’eutanasia, ma anche la pena di morte, la guerra, il terrorismo, la distruzione o manipolazione di embrioni umani, gli stermini per fame o per devastazione dell’ambiente naturale”. Domattina i genitori di Terri Schiavo parteciperanno all’udienza generale di Benedetto XVI.