Nella Dichiarazione finale del summit di Varsavia, i 46 paesi membri del Consiglio d’Europa sottolineano anche i diversi problemi comuni e le minacce per la pace, la democrazia, e la sicurezza dei cittadini: "Noi siamo preoccupati dai conflitti non risolti che riguardano alcune regioni del continente". Un caso particolare è quello della Bielorussia: "Noi attendiamo il giorno in cui la Bielorussia sarà pronta a raggiungere il Consiglio d’Europa". "Noi lavoreremo insieme affermano i leader politici europei per la riconciliazione e per soluzioni politiche conformi alle norme e ai principi del diritto internazionale". Nel testo si legge ancora: "Questo summit è l’occasione per rinnovare il nostro impegno verso i valori e i principi comuni radicati nel patrimonio culturale, religioso e umanistico dell’Europa, un patrimonio condiviso e arricchito dalla sua diversità". Nella parte conclusiva del testo, i capi di Stato, riuniti "sul suolo polacco", "salutano la memoria di Giovanni Paolo II", che era stato citato in diversi discorsi ufficiale quale "grande costruttore e pacificatore dell’Europa".