REFERENDUM LEGGE 40/2004: DI NICOLA, "UN SEGNALE POSITIVO IL FRONTE DELLE DONNE PER L’ASTENSIONE"” “

 Un "segnale di indipendenza dalle direttive dei partiti" e nello stesso tempo una "richiesta di trasversalità" alle donne di altri schieramenti politici. La sociologa Giulia Paola Di Nicola giudica in questi termini la proposta di istituzione di un "Comitato di donne per l’astensione" al referendum sulla legge 40/2004, avanzata oggi da alcune donne di Alleanza nazionale, che si sono così "distinte" dal presidente del loro partito (nonché vicepresidente del Consiglio), Gianfranco Fini, che ha dichiarato che il 12 giugno andrà a votare (tre sì e un no). "Un fronte femminile per l’astensione – spiega la sociologa, condirettrice con il marito Attilio Danese della rivista "Prospettiva persona" – è comunque un fatto positivo, perché dimostra che le donne sanno essere indipendenti rispetto alle prese di posizione dei loro leader di partito, e nello stesso tempo lanciano in questo modo un segnale trasversale anche alle donne di altri schieramenti politici, affinché facciano fronte compatto sull’astensione al voto referendario, così come è già avvenuto in occasione della legge sulla violenza contro le donne". Per quanto riguarda il mondo cattolico femminile, Di Nicola fa notare che "è sempre molto difficile trovare compattezza su temi come quelli in gioco con il referendum. Anche perché perfino un tema come quello della vita è di fatto ‘gestito’ a livello politico dagli uomini, che invece a volte dovrebbero essere capaci di fare un passo indietro per dare voce all’universo femminile, molto sensibile ed esperto su queste battaglie".