IMMIGRAZIONE: CARITAS SICILIANA, BASTA CON LE TRAGEDIE DELLE "CARRETTE DEL MARE", APPELLO PER "POLITICA DELL’ASILO" E "FLUSSI DI INGRESSO" PER LAVORO ” “

 "Le carrette del mare, oltre a traghettare chi cerca un futuro migliore per sé e le proprie famiglie, sono anche espressione di traffici, sempre più organizzati e lucrosi, di essere umani". E’ quanto denuncia la Caritas di Sicilia, che  esprime la propria "solidarietà" agli immigrati e ai profughi sbarcati in questi giorni sull’isola e prova "un dolore immenso per le vittime innocenti che hanno concluso così tragicamente il loro viaggio della speranza". In una nota diffusa oggi, la Caritas lancia un appello perché "siano rispettati i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo che sbarcano in Sicilia" – in continuità con il pronunciamento della III sezione della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che ha sospeso l’espulsione verso la Libia di undici migranti giunti a marzo sulle nostre coste – e chiede al governo nazionale e regionale l’applicazione urgente "di una chiara politica dell’asilo e l’apertura di flussi di ingresso legali per ricerca di lavoro, per tentare di sconfiggere chi specula sulla pelle dei disperati in fuga dalla guerra e da miserie indicibili". Eritrei, etiopi, sudanesi, somali, nigeriani, liberiani e ghanesi: queste, ricorda , le nazionalità più rappresentate sulle coste siciliane in questi giorni. "Sono Paesi – sottolinea la Caritas di Sicilia – che vivono o hanno vissuto, fino a poco tempo fa, gravi conflitti interni, guerre, repressioni o stato di totale insicurezza; sono persone che fuggono da persecuzioni e guerre civili o chiedono di essere accolti per poter lavorare o raggiungere condizioni dignitose di vita. Ma le carrette del mare, oltre a traghettare chi cerca un futuro migliore per sé e le proprie famiglie, sono anche espressione di trafici, sempre più organizzati e lucrosi, di essere umani".