Dopo “l’ingresso” dello scorso 7 maggio Benedetto XVI è tornato questa mattina nella basilica di San Giovanni in Laterano, della quale è titolare come vescovo di Roma, per incontrare il clero romano.
“Mater et Caput” di tutte le chiese di Roma, la basilica Lateranense tra il suo nome dalla famiglia dei Plautii Laterani proprietari della zona. Con Alessandro Severo tutta l’area passò al fisco imperiale. Nel 313 ospitò il Concilio di Milziade, contro lo scisma donatista. Il complesso monumentale comprendeva allora, oltre alla Basilica, eretta su modello di S. Pietro, un Palazzo, (il Patriarchio), residenza estiva dei pontefici da Costantino alla cattività avignonese, ricostruito da Domenico Fontana nel 1586, su ordine di Sisto V, ed oggetto dell’attentato del luglio 1993. La basilica sorgeva al centro dei palazzi lateranensi: originariamente non era molto grande; a cinque navate sostenute da più file di colonne, venne dedicata a Cristo Salvatore. Alla fine del secolo IV al nome del Salvatore furono aggiunto quelli del Battista e dell’Evangelista, ai quali era stato dedicato presso il Laterano un convento di monaci benedettini. Giovanni XXIII trasferì nel Palazzo di Sisto V il Vicariato. Ed è proprio all’epoca di Giovanni XXIII, nel 1967, che risalgono i più recenti lavori di ristrutturazione.