” “”Un contributo per affrontare il tema dell’integrazione europea; una lettura cristiana del cammino politico e istituzionale verso l’unità del continente”: mons. Hyppolyte Simon, arcivescovo di Clermont (Francia), spiega il significato del documento “L’avvenire dell’Unione europea e la responsabilità dei cattolici”, pubblicato in settimana dalla Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e presentato ieri sera a Bruxelles. La serata ha visto un confronto sul testo fra il vescovo e Jàn Figel, commissario europeo all’educazione, formazione, cultura e multilinguismo. Simon ha chiarito che “non si tratta di un pronunciamento del magistero, ma piuttosto del contributo di una équipe multidisciplinare che ha rielaborato il testo del 2003 intitolato ‘Apriamo i nostri cuori’. Fra gli argomenti che abbiamo cercato di mettere in luce ha spiegato il vescovo ci sono i frutti dell’integrazione, il primo dei quali è la pace. Essa era anche alla base della Dichiarazione Schuman del 1950. E noi dovremmo oggi riscoprire quell’ispirazione di fondo, che può aiutare i progressi dell’Europa di domani”. D’altro canto “intendiamo lanciare un messaggio di speranza: non bisogna infatti farsi intimidire dalle crisi e dalle difficoltà ricorrenti cui è sottoposta l’Unione. Se ne analizziamo la storia, infatti, scopriamo che vi è una crisi permanente: eppure l’Europa avanza”. L’Unione viene vista come una “costruzione inedita e originale”, aperta a nuovi ingressi, che deve porre il cittadino al centro, con ruolo da protagonista. Tra i valori di fondo sottolineati da mons. Simon, che presiedono alla “casa comune”, vi sono la solidarietà, l’apporto delle cultura e “la religione come fattore di libertà”. In questo contesto è auspicato un contributo deciso dei cattolici, “nel quadro del dibattito democratico”. (segue)