DEPRESSIONE: SAVONA, "IL MALE OSCURO DEI POVERI DI OGGI", IN ARRIVO "L’ETNOPSICOLOGO"

Anche tra i poveri italiani, soprattutto tra i senza fissa dimora, sono in aumento le persone che evidenziano un forte disagio psichico, "uomini e donne che non sono in grado di portare avanti una vita normale". E’ il grido di allarme che viene dalla diocesi di Savona-Noli, attraverso il settimanale cattolico della diocesi, "Il Letimbro". Per rispondere a problemi come il disagio psichico degli stranieri presenti nel nostro Paese, spiega don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas della diocesi di Savona-Noli, "sul territorio cominciano ad essere presenti figure come l’etnopsicologo, ovviamente a pagamento: anche se difficilmente si pensa che uno straniero possa andare dallo psicologo o dallo psichiatra, occorrerebbe cominciare ad attrezzarsi, in modo da dare anche ai meno abbienti questa possibilità". Sono circa 1.500, racconta don Adolfo, le persone che nel corso del 2004 hanno bussato alla porta del Centro di ascolto diocesano: "Alcune sono di passaggio, altre hanno bisogno di un rapporto più lungo nel tempo. Gli italiani hanno in media dai 35 ai 65 anni, mentre gli stranieri dai 15 ai 54 anni. Sui 900 stranieri registrati la metà sono donne, mentre tra i 600 italiani i due terzi sono uomini. I bisogni che maggiormente emergono sono la mancanza o l’insufficienza del reddito, la difficile stabilità o assenza di lavoro e la fatica a trovare o ad avere una casa dove abitare". Ma il dato che salta di più agli occhi è il "male di vivere": "Le famiglie monoreddito o le persone che dipendono dalla sola pensione – continua don Adolfo – fanno i salti mortali per metterei insieme il pranzo con la cena. Se negli anni passati ci si preoccupava di come vivere meglio, oggi la preoccupazione maggiore è quella della sopravvivenza".