BENEDETTO XVI: DOMANI L’INSEDIAMENTO SULLA "CATTEDRA" DI VESCOVO DI ROMA. SELVADAGI (SEMINARIO ROMANO MINORE), "UN RITO DAL GRANDE EFFETTO EVOCATIVO"

” “"Il riferimento alla Chiesa locale e insieme la dimensione universale del compito apostolico del Pontefice". È questo, secondo mons. Paolo Selvadagi, rettore del Pontificio Seminario romano minore, "il duplice nesso" che "lega il Papa a San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma", di cui domani Benedetto XVI prenderà possesso. "Il rito dell’insediamento sulla cattedra di vescovo di Roma – afferma mons. Selvadagi, in una nota per il Sir – ha un grande effetto evocativo. Richiama il rapporto singolare che unisce il ministero petrino alla diocesi di Roma, di cui il Papa è a pieno titolo il vescovo". Per il rettore del Seminario, "il valore simbolico della basilica di San Giovanni è profondo e sottintende un fondamentale significato teologico; quello duplice, appunto, della particolarità romana ed, insieme, della universalità cattolica del ministero del successore di Pietro. Non è un caso che il vicariato di Roma, la Curia diocesana, per volontà di Giovanni XXIII, abbia sede nel Palazzo Lateranense, attiguo alla Basilica, in ricordo dell’antico Patriarchio che è stato per secoli la residenza dei Romani Pontefici". Verso la basilica, sottolinea Selvadagi, "converge la diocesi di Roma. Soprattutto da quando al suo richiamo storico, artistico si è aggiunto, negli ultimi decenni, l’aspetto pastorale, che l’ha fatta diventare il luogo di incontro dei cattolici di Roma". A tal proposito il rettore ricorda avvenimenti, quali il Convegno del febbraio 1974 "che ha proiettato i cattolici ad assumersi con senso di responsabilità il peso delle nuove povertà", le assemblee del Sinodo diocesano concluso nel 1993 e la Missione cittadina in preparazione al Giubileo del 2000.