BENEDETTO XVI: UDIENZA GENERALE, "FIDUCIA IN DIO NEL TEMPO DELLA PROVA". SALUTO SPECIALE AI GIOVANI, AGLI AMMALATI E AGLI SPOSI NOVELLI

E’ un invito alla "fiducia" in Dio "nel tempo della prova" la catechesi di Benedetto XVI pronunciata oggi durante l’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Papa – che è entrato in piazza in piedi su una jeep bianca e si è poi soffermato con alcuni ammalati e anziani – ha commentato il Salmo 120, utilizzando i testi predisposti da Giovanni Paolo II. Il Salmo 120 fa parte della raccolta dei "cantici delle ascensioni", ossia del pellegrinaggio verso l’incontro col Signore nel tempio di Sion. "È un Salmo di fiducia – ha spiegato Benedetto XVI – poiché in esso risuona per sei volte il verbo ebraico shamar, «custodire, proteggere». Dio, il cui nome è invocato ripetutamente, emerge come il «custode» sempre sveglio, attento e premuroso, la «sentinella» che veglia sul suo popolo per tutelarlo da ogni rischio e pericolo". Il Papa ricorda che il canto si apre con uno sguardo dell’orante rivolto verso l’alto, "verso i monti", da dove "viene l’aiuto, perché lassù abita il Signore nel suo tempio santo". "Tuttavia i ‘monti’ – ha precisato – possono evocare anche i luoghi ove sorgono i santuari idolatrici": "In questo caso ci sarebbe un contrasto: mentre il pellegrino avanza verso Sion, i suoi occhi cadono sui templi pagani, che costituiscono una grande tentazione per lui. Ma la sua fede è inconcussa e la sua certezza è una sola: ‘Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra’ (Sal 120,2)". Benedetto XVI ha ricordato che la fiducia in Dio "è illustrata nel Salmo attraverso l’immagine del custode e della sentinella, che vigilano e proteggono". Altre immagini usate sono quella della "veglia" e dell'”ombra” ma anche un altro simbolo, "quello del Signore che ‘sta alla destra’ del suo fedele": "È questa la posizione del difensore sia militare che processuale: è la certezza di non essere abbandonati nel tempo della prova, dell’assalto del male, della persecuzione". (segue)