” ““Fattori storici e umani non hanno sempre facilitato le cose, ma è nostra ferma convinzione che solo un dialogo onesto e aperto ci potrà indirizzare verso il superamento di ciò che ci divide e rimarginare le ferite del passato”: si è espresso così, in merito al dialogo tra Chiesa cattolica ed ortodossa, Bartolomeo I, patriarca ecumenico delle Chiese ortodosse, in un’intervista pubblicata sul numero di “Famiglia cristiana” che sarà in edicola domani. “I rapporti tra le nostre Chiese ha spiegato Bartolomeo I – sono stati tesi in varie parti del mondo negli ultimi 15 anni, principalmente per il ristabilimento delle Chiese cattoliche d’Oriente in Paesi come l’Ucraina e la Romania, o per lo spinoso fenomeno del proselitismo nel mondo slavo”. “Tuttavia ha aggiunto – siamo giunti a un pensiero e a un accordo comune con Giovanni Paolo II al fine di rinnovare l’impegno verso il dialogo teologico”. “Qualsiasi concetto di unione che escluda o che sia a scapito degli elementi vitali della fede e della pratica cristiana ha risposto il patriarca ecumenico delle Chiese ortodosse in merito ai punti di divisione tra le due Chiese e, in particolare, al ministero petrino – è inaccettabile, sia per la Chiesa ortodossa sia per quella cattolica. Con queste finalità i rappresentanti delle Chiese cristiane devono dimostrare una volontà paziente e coraggiosa, procedere a passi lenti e ponderati”. Riguardo a Benedetto XVI, “è mia sincera speranza e sentita preghiera ha affermato Bartolomeo I – che, come uomo caratterizzato da fedeltà dottrinale e da mansioni ecclesiastiche, il nuovo papa porti avanti l’eredità trasmessa da Giovanni Paolo II in campo ecumenico, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Chiesa cattolica e Chiese ortodosse”.