LEGGE 40/2004: ASSOCIAZIONE GIOVANNI XXIII: "IL PRIMO DOVERE DI OGNI LEGISLAZIONE È TUTELARE I DIRITTI DEI PIÙ DEBOLI"

"Il primo dovere di ogni legislazione è quello di tutelare i diritti dei più deboli, di coloro che non sono in grado da soli di far valere le proprie ragioni": è quanto affermato dalla Associazione Giovanni XXIII, guidata da don Oreste Benzi, in un documento diffuso oggi per motivare la scelta di astensione rispetto al referendum indetto sulla legge 40/2004 in materia di procreazione assistita, scelta che l’Associazione "propone ai propri aderenti, simpatizzanti e a tutte le persone che hanno a cuore il valore della vita e della famiglia umana". "La legge 40 – afferma il documento – è per una ricerca per l’uomo e non contro l’uomo: nessun uomo può essere sacrificato a beneficio di un altro, neanche se malato, abbandonato o allo stato embrionale". Per questo, oltre a rigettare la "ricerca sulle cellule staminali embrionali che in 30 anni non ha portato a nessun risultato", l’Associazione propone "che gli embrioni umani congelati vengano riaccolti dalle rispettive famiglie biologiche, mentre quelli abbandonati vengano resi adottabili". "Non può essere messo ai voti – afferma l’Associazione Giovanni XXIII – un articolo che codifica il diritto dell’embrione umano ad essere tutelato e a non essere direttamente soppresso"; che la vita umana inizi dal concepimento, infatti, "è un’evidenza scientifica: lo zigote umano non è né del padre né della madre ma è un soggetto a sé stante con un corredo genetico che l’accompagnerà per tutta la vita, nato dalla sintesi di quello dei due genitori". Ogni bambino, infine," ha diritto ad una famiglia ed è necessario trovarne una disponibile quando non lo è quella naturale". Per l’Associazione: "non è accettabile che per soddisfare un desiderio (seppur legittimo) si possa produrre, col favore della legge, un figlio orfano attraverso la fecondazione eterologa oggi vietata dalla legge 40".