"Nel 2004 sono stati 56 i giornalisti uccisi durante la loro attività. Altri 19 sono dati per scomparsi e si teme per la loro sorte, mentre 124 sono stati imprigionati". Nella Giornata mondiale per la libertà di stampa che si celebra oggi Kofi Annan, Segretario generale delle Nazioni Unite, ricorda così i "molti giornalisti vengono perseguitati, attaccati, imprigionati ed uccisi a causa del loro indispensabile lavoro". In un messaggio diffuso per l’occasione Annan saluta "il coraggio e la dedizione dei giornalisti che combattono contro i rischi e la brutalità per esercitare il loro diritto di ricercare e comunicare la verità. E ricordiamo ai Governi che il diritto di ‘cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo’ è integrato nell’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani. La censura, la soppressione delle informazioni, l’intimidazione e le interferenze costituiscono una negazione della democrazia, un ostacolo allo sviluppo ed una minaccia alla sicurezza di tutti noi. La libertà di stampa continuerà ad avere un ruolo chiave nel garantire la libertà a livello internazionale". Intanto per riflettere sul ruolo dei media il Dipartimento delle Nazioni Unite per l’informazione pubblica ha organizzato il terzo seminario dal titolo "L’odio nei media", che analizzerà come i media possono prevenire il diffondersi di razzismo e xenophobia e promuovere invece tolleranza e comprensione. Per informazioni www.runic-europe.org