"Vi è da augurarsi" che l’incontro odierno tra il presidente della Repubblica Ciampi e Benedetto XVI "concorra al mantenimento di buoni rapporti anche tra Stato e Chiesa in Italia": è l’auspicio dello storico Giorgio Campanini, in una nota per il Sir sull’udienza particolare la prima – concessa da Benedetto XVI a Carlo Azeglio Ciampi. Secondo Campanini "il gesto di Ciampi ha un suo preciso significato politico": "La visita a Benedetto XVI si colloca infatti in un momento in cui si avverte un vigoroso ritorno di fiamma di un anticlericalismo che sembrava ormai morto osserva -. Le accuse, reiterate, di inammissibili interferenze rivolte alla Chiesa italiana ma non solo, in relazione ai suoi pronunciamenti in tema di rispetto della vita umana; le ricorrenti azioni giudiziarie contro presunti abusi del clero; la manifesta simpatia con la quale si guarda ad iniziative dirompenti, come quelle assunte in Spagna dal governo Zapatero: tutto questo sta ad indicare uno scenario che, se non è propriamente conflittuale – dato che certi rigurgiti laicistici non devono essere sopravalutati – è tuttavia problematico". Ad avviso di Campanini, la visita di Ciampi attesta che la grande maggioranza degli italiani "guarda con attenzione e con rispetto a quella Chiesa cattolica di cui il Papa è la più autorevole espressione". "Vi è da augurarsi conclude – che questa visita concorra al mantenimento di buoni rapporti anche fra Stato e Chiesa in Italia, relegando in un angolo, e lasciando alle loro un poco stantie liturgie, quei soloni laicisti che evocano ad ogni piè sospinto lo spettro del clericalismo. Nulla di clericalismo vi è in questa visita, ma solo una riprova dell’antico radicamento della Chiesa in Italia".