” “Si può riconoscere il diritto al “pieno sviluppo della personalità degli alunni” emarginando la dimensione religiosa nell’educazione? In Spagna sembra di sì, se andrà avanti la bozza della nuova Legge dell’educazione (Loe) che bandirebbe la religione dal programma scolastico. La religiosa Maria Rosa de la Cierva y de Hoces, segretaria della provincia ecclesiastica di Madrid e membro del Consiglio scolastico di Stato, definisce la bozza “preoccupante” e si chiede “perché questo trattamento vergognoso nei confronti dell’educazione religiosa?” Suor De la Cerva y de Hoces – in un comunicato diffuso oggi dall’arcidiocesi di Madrid – contesta che nelle motivazioni iniziali della nuova legge non si faccia “nessuna menzione alla formazione religiosa e morale”, aspetto che viene trattato nel testo solo più avanti. “Nell’eliminare qualsiasi riferimento alla formazione religiosa non confessionale – fa notare – o qualsiasi altra alternativa, si viola l’Accordo su insegnamento e affari culturali firmato tra la Santa Sede e lo Stato Spagnolo”. De la Cerva lamenta l’eliminazione di “qualsiasi riferimento alla religione”, introducendo invece “una pseudo-educazione morale chiamata ‘educazione alla cittadinanza’ che sostituisce l’etica”. Secondo la religiosa “si tratta di un’incoerenza giuridica” e “di un’imposizione statale propria dei sistemi totalitari”. “L’educazione è un servizio di interesse pubblico ricorda – e non solo pubblico”.